06 dicembre 2017

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Alzheimer: Beatrice Lorenzin presenta il Progetto Interceptor

Per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin si tratta di "una sfida incredibile" per la sanità italiana il progetto Interceptor, presentato oggi nel corso di un'apposita conferenza stampa..

Per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin si tratta di "una sfida incredibile" per la sanità italiana il progetto Interceptor, presentato oggi nel corso di un'apposita conferenza stampa. Una ricerca pioneristica che, a partire dai test su sette biomarcatori, contribuirà a individuare i migliori in termini di costo-efficacia nel presagire la possibile conversione del lieve declino cognitivo (Mci, mild cognitive impairment) in demenza di Alzheimer conclamata.
"Perché ci serve questo nuovo modello? Siamo in attesa di farmaci che potrebbero risolvere o quantomeno contenere la malattia" spiega il Ministro Beatrice Lorenzin, aggiungendo che sono in atto nuove sperimentazioni grazie alle quali tra il 2018 e il 2025 vedranno la luce nuovi farmaci potenzialmente in grado di contenere, arginare e guarire la patologia. In questa prospettiva si inserisce il progetto Interceptor: "Mira a cominciare a organizzare un nuovo modello di intercettazione del rischio del malato, che va individuato il prima possibile per poter poi agire sui gruppi più esposti".
Finanziato dal Ministero insieme ad Aifa, coinvolgerà 400 pazienti con lievi deficit cognitivi, di età compresa tra 50 e 85 anni, distribuiti in cinque centri italiani specializzati nella diagnosi e nella cura della demenza di Alzheimer: la malattia infatti progredisce nel buio per 20-25 anni e quando il disturbo vero e proprio esordisce, il processo degenerativo ha già prodotto danni irreversibili. "Questa nuova soluzione consentirà di cambiare i modelli organizzativi per la gestione dei pazienti, che oggi sono totalmente a carico delle famiglie - osserva Beatrice Lorenzin - Stiamo attivando oggi gli strumenti e il terreno per cui quando arriveranno questi farmaci l'Italia sarà pronta e saremo in grado di curare migliaia se non milioni di persone in modo appropriato e sicuro". Partire per tempo è dunque fondamentale: "Sappiamo come questa malattia impatti sulla vita familiare e qui si gioca la sfida di un sistema sanitario nazionale universalistico come il nostro".

PUBBLICATO: mercoledì 6 dicembre 2017