10 novembre 2013

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«Contro di noi il metodo Boffo vogliono soltanto cacciarci via»

Lorenzin: "Io ingrata? Non sono proprietà di Bondi"

La Repubblica - Tommaso Ciriaco

ROMA — Per Sandro Bondi è emblema del "vuoto morale del Pdl". Il ministro Beatrice Lorenzin risponde paziente al telefono: «Per dare giudizi morali bisogna che sia riconosciuta l'autorità morale per farlo. Sono giudizi che spettano alle autorità religiose, quando ritengono. Io non do giudizi morali, do giudizi politici».

Giornalista: Bondi l'accusa di tradimento. Qual è il suo stato d'animo?
Beatrice Lorenzin: «Dispiacere e profondo rammarico. Ho sempre pensato che ci si possa confrontare in modo civile, democratico. Noi poniamo questioni politiche, ma ci rispondono scagliando insulti. Utilizzano il metodo Boffo, l'unico metodo che conoscono per fare politica».

Giornalista: Bondi ricorda che nel Lazio la difese. Un'ingrata, insomma.
Beatrice Lorenzin: «C'era un partito distrutto. Lui e Cicchitto mi affidarono quel compito che - con gratitudine - svolsi con responsabilità e senso del partito. Già all'epoca, però, erano forti le resistenza ad un sano ricambio generazionale, né si diventa proprietà di chi ti ha proposto».

Giornalista: Accuse che ricordano quelle mosse da Fini. Un boomerang?
Beatrice Lorenzin: «Quella di Fini è un'altra storia, diversa dalla nostra. Ribalto la prospettiva: l'unica intenzione dei falchi è quella di cacciarci via. Noi vogliamo un partito di centrodestra moderato e liberale, che si riconosca nel Ppe e aggreghi tutto il centrodestra italiano. Loro si dimostrano ancora una volta estremisti, si muovono in base ad antipatie personali, portano avanti una becera lotta di conquista del potere che non difende in alcun modo Berlusconi, né il suo dramma giudiziario. L'unico risultato che raggiungeranno è aver estromesso tutte le migliori competenze presenti oggi nel Pdl».

Giornalista: E intanto bombardano il governo.
Beatrice Lorenzin: «Mischiano la vicenda interna al partito alla stabilità del Paese. Ma chi sceglie la crisi, sceglie il baratro per i cittadini e per l'Italia. Non ci si può permettere una crisi prima del semestre europeo. Ma cosa è cambiato dal 2 ottobre? Hanno già cambiato idea dopo appena un mese dal voto di fiducia?».

Giornalista: Si avvicina la decadenza di Berlusconi.
Beatrice Lorenzin: «Berlusconi è stato condannato per una persecuzione politica e giudiziaria che dura dal 1994. È una ferita della democrazia. Ad agosto si diceva che la decadenza sarebbe stata a settembre, mentre noi chiedevamo di attendere la conclusione dell'iter del Tribunale. E quasi ci siamo».

Giornalista: Ma il 27 si vota la decadenza in Aula, al Senato.
Beatrice Lorenzin: «Intanto abbiamo evitato che si votasse l'estromissione a settembre, sarebbe stato uno schiaffo inaccettabile. E comunque continuiamo a chiedere di attendere il Tribunale».

Giornalista: Vi attaccano lo stesso. Per loro avete abbandonato il leader.
Beatrice Lorenzin: «La decadenza è un tema drammatico per tutti noi. Diranno:"Come fate a stare con quelli che votano contro il leader?". È difficilissimo, non sono nostri alleati,ma c'è un timing necessario per rimettere in sicurezza l'Italia. Il governo deve andare avanti comunque».

Giornalista: Qual'è la strada che proponete?
Beatrice Lorenzin: «Dovremmo rivendicare le cose fatte, a partire dall'Imu. E invece ragioniamo da mesi come se fossimo all'opposizione, senza ricordare che oltre ai ministri abbiamo Presidenti di commissioni, capigruppo che partecipano a cabine di regie. Insomma, non proprio gente che sta a Ostia sul bagnasciuga...».

Giornalista: Si avvicina il Cn. Parteciperà? Ed è fiduciosa sui numeri?
Beatrice Lorenzin: «Decideremo tutti assieme come arrivare e come affrontare il Consiglio nazionale. Bisogna ritrovare l'unità da compagni di partito e amici veri, non da amici tra virgolette. Quanto ai numeri, sono convinta perché le nostre posizioni — ascoltando il territorio — sono largamente maggioritarie».

Giornalista: In che ruolo immagina Berlusconi e in quale Alfano?
Beatrice Lorenzin: «In quelli di sempre: Berlusconi Presidente e Alfano segretario».

Giornalista: Un'ultima cosa: come la mettiamo, con Bondi?
Beatrice Lorenzin: «Comunque vada, spero mi scriva una poesia. In fondo, è anche autore della " Civiltà dell' amore"».

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PUBBLICATO: domenica 10 novembre 2013