12 gennaio 2014

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«Terra dei fuochi, 75 milioni per gli screening anti-cancro»

Il ministro Lorenzin: pronto un grande piano di prevenzione

Il Mattino - Gerardo Ausiello

Abbiamo trovato 75 milioni di euro per i controlli sanitari nella Terra dei fuochi. D'ora in avanti nessuno pagherà più il ticket». Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin risponde così al pressing della popolazione e delle istituzioni locali che stanno fronteggiando l'emergenza ambientale in Campania.

Giornalista: La settimana prossima entra nel vivo la discussione sul decreto per la Terra dei fuochi. Cosa bisogna cambiare?
Beatrice Lorenzin: «Il decreto è un impegno concreto, il governo ha deciso di aggredire e risolvere quest'emergenza che è diventata nazionale. In queste ore gli uffici del mio ministero stanno lavorando per attuare per la prima volta in Italia screening gratuiti di massa rivolti ai residenti nella Terra dei fuochi in modo da effettuare diagnosi preventive. È un'iniziativa che ha raccolto le istanze del Parlamento e del territorio. Abbiamo trovato, infatti, 75 milioni per esentare dal ticket i residenti dei comuni a rischio, per gli screening che l'Istituto superiore di sanità indica come target sulla popolazione coordinandosi con la Regione Campania. In parallelo lTss svolgerà accertamenti e indagini igienico - sanitarie in relazione all'ambiente, misurerà e vigilerà su prevalenza, incidenza e mortalità delle principali patologie collegate all'inquinamento. E poi avremo una mappatura certa dei luoghi interessati agli sversamenti e tutte le misure per dare sicurezze agli abitanti».

Giornalista: Per anni la comunità scientifica ha invocato l'istituzione del registro tumori ma la scarsa attenzione della politica ha rallentato questo processo e così ora non si hanno a disposizione dati preziosi.
Beatrice Lorenzin:«Il registro dei tumori è stato finalmente attivato dalla Regione, copre buona parte del territorio, ci consegnerà una serie di dati molto utili per attuare politiche sanitarie e monitorare lo stato di salute dei cittadini. Ma la situazione di oggi richiede un altro passo proprio per il tempo perduto. È questo il senso del contenuto del decreto, che impegna a uno sforzo straordinario».

Giornalista: Come essere certi che in Campania i prodotti agroalimentari non facciano male alla salute?
Beatrice Lorenzin: «Abbiamo effettuato, e stiamo continuando a farlo, controlli molto rigorosi sui prodotti agricoli e negli allevamenti. Sono stati più di cento quelli su campionamenti mirati nelle zone a rischio e che riguardano prodotti agricoli geolocalizzati. Stiamo verificando se, compatibilmente con la regolamentazione dell'Unione europea, sia possibile realizzare una bollinatura di qualità sui prodotti provenienti dalla Campania».

Giornalista: Sulle bonifiche non mancano i conflitti di competenze, come quello scoppiato tra i ministeri coinvolti. E in Parlamento su vari temi la tensione è salita alle stelle, ad esempio tra la Carfagna e la De Girolamo.
Beatrice Lorenzin: «Io leggo sui giornali di liti e vedo poi gli atti che sono la dimostrazione evidente della collaborazione. Tra noi c'è un pieno spirito di cooperazione interistituzionale. L'obiettivo è uno solo: affrontare e aggredire il problema in modo coordinato per risolverlo».

Giornalista: Intanto statisticamente in Campania si muore più che altrove. È un dato di fatto.
Beatrice Lorenzin: «Al netto delle questioni e delle verifiche che riguardano la Terra dei fuochi, in generale bisogna anche incidere sulla prevenzione primaria. Combattere l'obesità a partire dalla prima infanzia, coinvolgendo scuola e famiglie, insistere su una corretta alimentazione per tutti, contrastare il tabagismo e quei comportamenti che per l'Organizzazione mondiale della sanità sono la prima causa delle malattie croniche non trasmissibili. Considerare l'ambiente come una risorsa da tutelare e non da depredare. È una sfida che la Campania è in grado di vincere».

Giornalista: Se ci fosse una reale emergenza relativa all'acqua potabile, su cui sta indagando la Procura, si potrebbe impiegare anche il Nas?
Beatrice Lorenzin: «Il Nas è sempre al servizio del Paese ovunque ci fosse una reale esigenza. È una questione già affrontata in altre regioni italiane e che può essere replicata anche in Campania».

Giornalista:Tra blocco del turn over e contestati criteri di assegnazione del fondo sanitario nazionale il gap tra Nord e Sud aumenta. Quali sono le azioni che metterà in campo per ridurre questo preoccupante divario? Nuovi criteri e più assunzioni?
Beatrice Lorenzin: «Dev'essere chiaro che non ho nessuna intenzione di smontare i costi standard dopo essere riuscita a farli approvare. La riforma a regime ci porterà un risparmio di 3-4 miliardi che verranno reinvestiti nel sistema sanitario. Ritengo però che il calcolo della popolazione sia importante e alcuni parametri in atto oggi non mi sembra siano del tutto corretti. Non ci dev'essere una parte d'Italia che si nutre dell'altra, ma parametri obiettivi che mirino all'efficienza e alla valorizzazione. In sanità non si può non affrontare lo sblocco del turn over, le strutture sono stressatissime e il personale in molti casi lavora molto oltre l'orario convenuto».      

Giornalista: Tanti giovani sognano di diventare medici ma non ci sono abbastanza fondi per garantire a tutti i laureati un futuro certo.
Beatrice Lorenzin: «Abbiamo affrontato la questione ed è già legge. Dobbiamo ora con le Università costituire una chiara individuazione dei fabbisogni per tipologia e quantità delle specializzazioni peri prossimi anni. Avremo bisogno di nuovi medici, non ci possiamo permettere di formare personale altamente qualificato che poi non siamo in grado di occupare, mentre paradossalmente strutture vanno al collasso per la mancanza proprio di quello stesso personale. Così come vanno valorizzati i medici di medicina generale. Nel prossimo futuro ci sarà molto meno ospedale, lasciato all'urgenza e agli acuti, e molto più territorio e medicina a domicilio».

Giornalista: In Campania il pareggio di bilancio è ormai una realtà. Il 2014 è l'anno giusto per mettere fine al commissariamento?
Beatrice Lorenzin: «Il commissariamento tiene conto di due parametri: bilancio e standard di livelli essenziali di assistenza. La Campania ha compiuto grandi sforzi in questi ultimi tre anni e non è lontano il raggiungimento di tutti i parametri. Certo è che il modello del commissariamento in Italia deve potersi evolvere. Nel nuovo patto della salute stiamo infatti predisponendo sistemi che tengano conto delle esigenze finanziarie ma che pongano al centro il paziente e il diritto alla salute».

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PUBBLICATO: domenica 12 gennaio 2014