07 marzo 2014

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«Sanità transfrontaliera, è un'occasione»

«Sanità transfrontaliera, è un'occasione». Il ministro Beatrice Lorenzin oggi e domani in Fvg: 11 Punti nascita e 21 Pronto soccorso sono tanti e vanno razionalizzati.

Il Messaggero Veneto - Anna Buttazzoni

Il Fvg ha un'opportunità in più, la sanità transfrontaliera. Ma anche un compito per casa, razionalizzare i punti nascita e i Pronto soccorso. Parola di Beatrice Lorenzin, esponente del Ncd di Angelino Alfano e confermata ministro della Salute nel governo di Matteo Renzi. Il ministro arriva oggi in regione. Alle 17 sarà al Cro di Aviano, alle 18.30 a Pordenone all'Hotel Moderno per partecipare al dibattito "Patto per la salute e governo, il coraggio di decidere" e alle 20.45 al ristorante Al Parco di Fontanafredda per una cena organizzata dai giovani del Ncd del Fvg. Domani, invece, Lorenzin alle 10 sarà nella sala consiliare della Provincia di Gorizia per partecipare alla conferenza "Sanità transfrontaliera: il diritto dei pazienti", conil sindaco di Goriza Ettore Romoli, l'Eurodeputato Antonio Cancian e il capogruppo del Ncd in consiglio regionale Alessandro Colautti. Alle 17, invece, il ministro sarà a Pola, per una serie di incontri con l'Unione italiana e con i presidenti delle comunità italiane in Slovenia e Croazia.

Giornalista: Ministro, cosa significa la sanità transfrontaliera per il Fvg?
Beatrice Lorenzin: «È una grandissima opportunità perché il Friuli è collocato naturalmente al confine tra più nazioni e la direttiva europea che abbiamo recepito consente la mobilità dei pazienti da uno Stato all'altro ed è la prima di vero welfare europeo, perché si occupa delle persone. Gli italiani in Istria, ad esempio, potranno utilizzare i servizi italiani. La potenzialità è data dal poter attrarre pazienti dal resto d'Europa, che è anche una possibilità forte di crescita economica. Il Fvg ha grandi eccellenze e dovrà saper fare promozione delle sue strutture all'estero».

Giornalista: Come cogliere queste opportunità?
Beatrice Lorenzin: «Il Fvg, anche sotto il profilo del turismo, dovrà far conoscere le possibilità e le tipologie di cure che offre e il livello di eccellenza e di accoglienza, anche per le famiglie dei pazienti, di cui è capace».

Giornalista: Al governo su 16 componenti otto sono donne, segno che la parità è possibile?
Beatrice Lorenzin: «Sì. Prendiamoci questo punto, lo meritiamo, ma è solo la partenza, perché ancora tanto va fatto. L'8 marzo è la festa della donna, cui tengo moltissimo perché mi sono sempre occupata di politica al femminile. Ho lavorato per l'introduzione della doppia preferenza, ho contribuito alla norma Golfo-Mosca per le presenze femminili nei Cda delle società pubbliche e lavoro per il progetto "Codice rosa" contro la violenza sulle donne e sui bambini, per aiutare le donne già nei Pronto soccorso. Questa quindi sarà anche l'occasione per fare il punto sul "Codice rosa"».

Giornalista: Ha appena nominato il nuovo Comitato scientifico che si dovrà esprimere sul metodo Stamina. Che lavoro si aspetta?
Beatrice Lorenzin: «In questa vicenda ho sempre cercato di essere terza e ferma, per fare chiarezza, perché molte questioni erano rimaste in una specie di palude. È necessario dare alle famiglie e ai pazienti la certezza che si offrono cure, non altro. Attenderò i risultati del nuovo Comitato senza intervenire, come ho sempre fatto».

Giornalista: In Fvg ci sono 11 Punti nascita e 21 Pronto soccorso per 1 milione e 200 mila abitanti. Troppi?
Beatrice Lorenzin: «Sono tanti, anche se il Fvg è una Regione a statuto Speciale e paga da sè la sanità. Ma i Punti nascita con meno di 500 parti l'anno sono pericolosi per madri e figli, così come i Pronto soccorso dove gli interventi non possono essere immediati, perché pochi minuti è questione di vita o di morte. Prenda le mie parole come una "moral suasion" (persuasione morale autorevole): va raggiunta una maggiore efficienza e vanno razionalizzate le risorse, spiegando alle persone che le scelte vengono fatte nel loro interesse».

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PUBBLICATO: venerdì 7 marzo 2014