05 gennaio 2014

gennaio

5

2014

«Ora sta al premier trovare un'intesa col leader Pd»

Beatrice Lorenzin «Ncd è determinante per la tenuta del governo e staccare la spina è un attimo» «Fassina? Non ricordo un altro di sinistra liquidato con una battuta»

L'Unità - Claudia Fusani

Nel frastuono di annunci e comunicati di quest'inizio d'anno, Beatrice Lorenzin parte da numeri e schemi.

E quindi «i circa 250 euro in meno di tasse per ogni famiglia, lo spread sotto 200 punti, cosa che non si vedeva dai primi mesi del 2011», poi l'agenda 2014 «snella e concreta», il cronoprogramma per la ripartenza. Gli affondi di Renzi non preoccupano il ministro della Salute: «Sui diritti civili il mio partito, l'Ncd, che ha un dna riformatore, è in prima fila». Altra cosa è il matrimonio omosessuale, che però è un'emergenza neppure per il segretario democratico.

Giornalista: Ministro, si aspettava l'accelerazione di Renzi a fronte di una data già fissata da Letta (Il 20 gennaio) per la firma del "patto di governo"?
Beatrice Lorenzin: «Non mi sorprende, è nel personaggio. Ha bisogno di mandare segnali alla base della sinistra più radicale e mantenere alto il suo consenso ma è nel patto di governo che si sancirà una nuova fase con un'agenda di misure tangibili e utili al Paese. Alcune misure sono state prese, ne vediamo già i risultati: abbassamento della pressione fiscale e calo dello spread. Ora ci vuole un'azione decisa che richiede compattezza per incidere più in profondità e capitalizzare i 5 miliardi recuperati dal calo dello spread. A cui magari aggiungiamo i 6 miliardi che il governo ha recuperato dai fondi europei. Questi sono fatti».

Giornalista: L'Ncd si sente scavalcato dal fatto che il segretario del Pd ha messo sul tavolo, sulla legge elettorale, tre proposte senza aspettare "la proposta" della maggioranza?
Beatrice Lorenzin: «La storia, anche quella recente, ci dimostra che se le riforme non partono dalla condivisione di una maggioranza di governo e poi si allargano a tutti, non si fanno. Così sono buone solo per riempire di chiacchiere i talk e impaludare qualsiasi proposta».
     
Giornalista: L'Ncd su quale proposta converge?
Beatrice Lorenzin: «Il modello dei sindaci ci sembra possa garantire chi governerà il Paese e riavvicinare gli eletti agli elettori. Mi pare tra l'altro che fosse la prima proposta del segretario Pd».

Giornalista: Renzi mette nell'agenda di governo anche unioni civili e immigrazione. Vi sta sfidando, cerca di rompere?
Beatrice Lorenzin: «Il tema delle unioni civili non rappresenta ora una priorità per le famiglie italiane. Il segretario Pd lo affronterà nelle forme che desidera quando avrà la maggioranza dei voti degli italiani. Ora sta a Letta trovare la quadra con Renzi. Inutile fare il gioco dei pesi: qui siamo tutti determinanti per la tenuta del governo, Ncd al pari del Pd e degli altri alleati. Staccare la spina è un attimo, ma in questa fase non può non prevalere il senso di responsabilità per portare l'Italia fuori dalla crisi, con un nuovo assetto istituzionale».

Giornalista: Intanto si è dimesso il viceministro economico del Pd Stefano Fassina. Un avvertimento per chi?
Beatrice Lorenzin: «Mi spiace per le dimissioni di Fassina, per lui personalmente e per il travaglio in atto nel Pd che pensavo finito con le primarie e il congresso. Non ricordo un membro della sinistra liquidato con una battuta».

Giornalista: Sui diritti civili è un no categorico?
Beatrice Lorenzin: «Noi abbiamo sempre ribadito che siamo contrari allo svuotamento dell'istituto della famiglia. Invece credo ci siano margini per assicurare serenità e più facile fruizione dei diritti per le coppie omosessuali attraverso strumenti privatistici che siamo pronti a mettere in campo»
     
Giornalista: È ipotizzabile un accordo di maggioranza allargato a Forza Italia e Berlusconi?
Beatrice Lorenzin: «Ritengo auspicabile che l'accordo sia il più allargato possibile, ma trovo sbagliato il metodo. Se sei un alleato di governo devi prima trovare un accordo all'interno della maggioranza e poi ti confronti all'esterno. Questo significa essere davvero leali al premier del suo stesso partito. Viceversa sei un po' alleato e un po' all'opposizione, una posizione ambigua».

Giornalista: Come deve essere e contenere l'agenda 2014?
Beatrice Lorenzin: «Deve essere un contratto a cui si vincolano gli alleati nello spirito del governo di servizio: riforme istituzionali e misure per la crescita per aumentare la domanda interna, diminuire ancora la pressione fiscale e rendere più competitive le imprese. Una tabella di marcia per restituire fiducia nelle istituzioni, nel futuro».

Giornalista: Vive ancora l'ipotesi di un electlon day il 25 maggio?
Beatrice Lorenzin: «Direi di no, anche dal punto di vista tecnico troppi elementi me lo fanno escludere. Grillo non ci crede davvero e ragiona tatticamente per le europee. Berlusconi è l'unico che ci crede e cerca il voto a maggio ed è stato questa deriva, ancora oggi con aspetti estremisti, che ci ha portato alla separazione. A Renzi probabilmente non dispiacerebbero, ma sa che farebbe un serio danno all'Italia che non può intestarsi. Da qui probabilmente nascono alcune sue provocazione verso Ncd».

Giornalista: Forza Italia è con voi a fasi alterne. Un giorno vi accusa di essere subalterni al Pd. Il giorno dopo dice: " Angelino ripensaci". Il voto a maggio per voi potrebbe essere mortale. Come sta e che forma sta prendendo Il Nuovo centro destra? Si fa il suo nome come possibile segretario...
Beatrice Lorenzin: «Noi siamo l'unica speranza per chi vuole una destra europea, moderna, liberale e costituzionale. Cresciamo costantemente nei territori e, sebbene attaccati ogni giorno, i sondaggi veri sono positivi. Abbiamo avviato la formazione dei circoli e faremo il congresso costitutivo nel mese di marzo. Quella sarà l'occasione per parlare del segretario».

Giornalista: Ministro, ci può dire la sua personale agenda sul caso Stamina?
Beatrice Lorenzin: «A proposito di diritti e di diritto alla salute... È una vicenda dolorosa in cui la priorità è dare risposte ai malati e alle famiglie. Per questo ne parlerò, più in là, in un'occasione specifica».

Scarica il pdf 

PUBBLICATO: domenica 5 gennaio 2014