08 gennaio 2014

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«Matteo minaccia il premier ma è una sfida interna al Pd»

Il ministro della Salute, Ncd: "Per trovare un accordo sulle riforme si deve partire dalla maggioranza". Lorenzin: immigrati e coppie gay non sono la priorità

La Repubblica - Alberto D'Argenio

ROMA - «Renzi invece di minare il governo, se vuole essere leale al suo premier, si confronti con la maggioranza sulle vere priorità del Paese che sono l'economiae le riforme istituzionali. Altrimenti non rappresenta un elemento di novità ma mette in piedi il peggior teatrino della vecchia politica». Un ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Ncd) spiega che se il segretario del Pd «prosegue con le provocazioni Letta avrà un grande problema, nel qual caso io inizierò a preoccuparmi seriamente per l'Italia».

Giornalista: Ministro, il tema più scottante è quello della legge elettorale. Voi che posizione avete?
Beatrice Lorenzin: «Il Nuovo Centrodestra ha sposato il modello del sindaco d'Italia che tra l'altro è la stessa proposta avanzata da Renzi qualche mese fa. Peccato che poi in questi giorni abbia mischiato le carte con altre proposte, graditissime a Forza ltalia. Detto questo mi sembra normale che se il leader della maggioranza fa tre proposte e uno dei partiti al governo, cioè noi, ne sceglie una, questa diventi la base di partenza per cercare un accordo. La storia ci insegna che per trovare un'intesa sulle riforme prima si cerca un accordo in maggioranza, poi si allarga alle opposizioni».

Giornalista: C'è anche il nodo delle unioni civili e della Bossi-Fini che Renzi vuole inserire nel Patto di governo.
Beatrice Lorenzin: «È sorprendente che dopo un dibattito di mesi sulle emergenze del Paese, I'economia e le riforme, ora si punti su questi temi. Le priorità per noi sono l'abbattimento della spesa pubblica, il taglio delle tasse e della burocrazia e il rafforzamento mirato del welfare concentrando le risorse su chi ne ha davvero bisogno. Così come sono prioritarie le riforme istituzionali per garantire stabilità all'Italia. La seconda fase del governo deve dare queste risposte per traghettare il Paese fuori dalla crisi, se per Renzi le priorità per gli italiani sono immigrazione e coppie omosessuali le potrà affrontare quando avrà vinto le elezioni. Fino a quel momento si tratta solo di provocazioni verso Ncd per attaccare Letta». 

Giornalista:E se Renzi andasse avanti sulla sua linea cosa succederebbe?
Beatrice Lorenzin: «Mi inizierei a preoccupare per l'Italia. Ben inteso, non che non siano temi importanti, ma sono argomenti propri di una maggioranza politica e non di un governo di servizio nato per emergenza coinvolgendo partiti dalle sensibilità diverse. In questo momento serve concretezza».
    
Giornalista: Lascereste la maggioranza con conseguenti elezioni?
Beatrice Lorenzin: «In questo momento storico non può che prevalere da parte di tutti senso di responsabilità per il bene delle famiglie. Ma stiamo al governo per fare, non per farci logorare».

Giornalista: Dunque siete pronti a far cadere il governo?
Beatrice Lorenzin: «È Renzi che minaccia di farlo cadere, prima dice che vuole essere leale all'esecutivo e al premier, poi è il primo a destabilizzarlo con priorità non avvertite dagli italiani in questo momento e con metodi non costruttivi: le unioni civili, lo ius soli e la riforma della legge elettorale trattata prima con Berlusconi e Grillo e solo dopo con la maggioranza di cui mi pare dovrebbe essere alleato solido».

Giornalista: C'è anche il capitolo rimpasto che potrebbe penalizzarvi.
Beatrice Lorenzin: «E un tema che non ci riguarda, noi siamo per una politica nuova fatta di contenuti e idee, il rimpasto invece mi sembra un tema intemo al Pd e comunque riguarda Letta. Così come le nostre posizioni sui temi citati sono ben note al premier a cui sta il compito di trovare la quadra con il suo compagno di partito Renzi».
    
Giornalista: Vi sentite provocati per costringervi ad aprire la crisi di governo?
Beatrice Lorenzin: «Ci vuole ben altro».

Giornalista: Eppure sembrate preoccupati.
Beatrice Lorenzin: «Non lo siamo, ma Renzi è ambiguo, può essere unanovità positiva per l'Italia ma per diventarlo deve sedersi al tavolo per fare insieme cose concrete».

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PUBBLICATO: mercoledì 8 gennaio 2014