31 gennaio 2014

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«Stamina? No al Far west»

Stamina, l'altolà del ministro «Senza regole sarebbe il Far West». Lorenzin: «Non somministrare le infusioni a nuovi pazienti»

Giorno - Carlino - Nazione - Rossella Minotti

INTENSA due giorni nella regione delle contraddizioni. Il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin visita la Lombardia delle eccellenze (cinque lombardi nella classifica dei migliori cervelli scientifici del mondo) ma anche quella del controverso metodo Stamina.

Giornalista: Ministro, il governatore lombardo Roberto Maroni e l'assessore alla Sanità Mario Mantovani le hanno chiesto di intervenire per bloccare la legge che permette agli Spedali di Brescia di proseguire le infusioni delle cellule ottenute con il metodo Stamina a chi le ha già cominciate
Beatrice Lorenzin: «Mi hanno riferito dell'indagine fatta dalla Regione, anche se non ho ancora nulla di scritto. Capisco la posizione della Regione, ma io sono tenuta al rispetto della legge, il ministro ha un ruolo di garanzia. Se poi la legge parlamentare sarà cambiata ne trarremo le conseguenze».

Giornalista: I familiari dei pazienti in lista di attesa hanno chiesto un incontro a Roma. Anche loro sperano nell'abolizione della legge Balduzzi ma perché pensano che così la sperimentazione di quelle che considerano cure compassionevoli possa essere addirittura ampliata.
Beatrice Lorenzin: «Il metodo Vannoni non rientra nelle cure compassionevoli, perché dovrebbe aver superato la fase uno della sperimentazione, e non è così. Non credo proprio che le infusioni possano essere somministrate a un maggior numero di persone».

Giornalista: Lei sta organizzando un secondo comitato scientifico di valutazione che tarda ad arrivare. Che problemi ci sono?
Beatrice Lorenzin: «I problemi sono di tipo giudiziario. Il comitato deve rispondere a determinati requisiti chiesti dal Tar, altrimenti rischiamo che vengano di nuovo accolti dei ricorsi. Tra questi requisiti c'è quello di avere in commissione scienziati che non si siano espressi sul tema, ed è molto difficile trovare un esperto che non lo abbia fatto. Il comitato sarà formato quando l'avvocatura mi darà il via libera».

Giornalista: Quindi Mauro Ferrari, che ha parlato con ' Le lene', è ancora il presidente?
Beatrice Lorenzin: «A oggi è presidente. Certo non mi aspettavo facesse quelle dichiarazioni».

Giornalista: Perché ha scelto proprio questo scienziato presidente dello Houston Methodist Research Institute?
Beatrice Lorenzin: «Cercavamo un esperto che non si occupasse di staminali e che avesse fama internazionale, ci sembrava valido».

Giornalista: Questa vicenda le ricorda la cura Di Bella per i tumori?
Beatrice Lorenzin: «Sì, è un caso Di Bella potenziato, nel senso che lui aveva un protocollo di farmaci certificati, qui di certificato non c'è nulla e io seguo la vicenda con grande preoccupazione».

Giornalista: Ma lei è favorevole o contraria alle cure complementari? In Lombardia ci sono parecchi protocolli sperimentali di terapie alternative.
Beatrice Lorenzin: «Io sono favorevole a tutto ciò che riguarda la ricerca, anche alle terapie del dolore e alle cure palliative, purché rientrino nell'ambito della sperimentazione scientifica. Bisogna avere delle regole, altrimenti siamo nel Far West. La libertà di cura è limitata dal riconoscimento oggettivo della validità della terapia».

Giornalista: Lei però non ha visitato gli Spedali di Brescia.
Beatrice Lorenzin: «No ma ho parlato con i medici, in particolare con Raffaele Spiazzi. Mi hanno manifestato la loro preoccupazione e il disagio per le condizioni di lavoro a Brescia, visto che hanno somministrato per anni un prodotto di cui non conoscevano il contenuto».

Giornalista: Dopo le dimissioni di Nunzia De Girolamo si continua a parlare di rimpasto.
Beatrice Lorenzin: «Noi abbiamo chiesto un Letta bis con l'ingresso dei renziani. Se c'è la volontà di far proseguire il governo il Pd lo dimostri».

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PUBBLICATO: venerdì 31 gennaio 2014