22 dicembre 2013

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2013

«Il ministro boccia Stamina»

Lorenzin incontra il padre di Noemi: vicini a chi soffre. Lorenzin: capisco la sofferenza dei malati e delle famiglie ma basta spettacolarizzazioni.

Il Centro - Antonio De Frenza

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, esponente del Nuovo Centrodestra di Alfano e Quagliariello, ieri era a Chieti per visitare il reparto di oftalmologia del professor Leonardo Mastropasqua, una delle eccellenze della sanità abruzzese. Tra i presenti c'era anche Andrea Sciarretta, il papà di Noemi, la bambina in attesa di sottoporsi alla terapia con il discusso metodo Stamina.

Giornalista: Ministro Lorenzin, lei ha incontrato ieri il papà di Noemi. Che cosa vi siete detti?
Beatrice Lorenzin: «Io non ho mai voluto incontrare i genitori e i malati pubblicamente, perché non mi piace la spettacolarizzazione della malattia. Ci siamo parlati io e lui, non vorrei aggiungere altro».

Giornalista: Sono vicende che coinvolgono molte famiglie...
Beatrice Lorenzin: «Capisco tantissimo la sofferenza di queste persone. Ma in questa vicenda bisogna tenere distinti i diversi livelli. C'è una fase giudiziaria, anche abbastanza inquietante, che sta emergendo. C'è una fase medico-scientifica che riguarda la tenuta delle istituzioni scientifiche italiane e il ruolo del Sistema sanitario nazionale. Poi ci sono i malati affetti da malattie rare, spesso troppo usati e spettacolarizzati. E c'è la grandissima solitudine delle famiglie che esce fuori in maniera prepotente da vicende come questa. Nella riorganizzazione del Sistema sanitario nazionale dobbiamo tenere conto dell'efficienza e del livello di prestazione dei servizi, ma non ci possiamo dimenticare un pezzo del territorio, cioè la rete assistenziale, che deve essere vicino alla sofferenza e accompagnare la sofferenza delle persone. Basti pensare al mondo della non autosufficienza e degli anziani. Sono questioni di grandissima attualità che richiedono ora interventi di pianificazione per affrontare le crisi che avremo nei prossimi anni».

Giornalista: Infatti la sanità abruzzese è ancora commissariata anche perché siamo in ritardo sulla medicina territoriale.
Beatrice Lorenzin: «La Regione è riuscita con grandissimo sforzo (non dimentichiamoci il terremoto) a trovare un equilibrio di bilancio e a fare una riorganizzazione della rete ospedaliera. Però sul piano dei Lea e dell'assistenza domiciliare ci sono delle criticità».

Giornalista: Lei ha annunciato una riforma del sistema dei piani di rientro. Di cosa si tratta?
Beatrice Lorenzin: «È chiaro che i piani di rientro, così come sono stati concepiti, sono stati un elemento forse rozzo, che però ha permesso di riprendere in mano una situazione fuori controllo. Nel momento in cui le Regioni stanno rientrano sul piano della stanno rientrano sul piano della sostenibilità finanziaria, dobbiamo immaginare un modo diverso di fare i commissariamenti».

Giornalista: In che modo?
Beatrice Lorenzin: «Immagino una task-force che arrivi nell'azienda sanitaria mentre si sta creando il problema e lo risolva prima che questo degeneri».

Giornalista: Quindi non avremo più i presidenti di Regione commissari ad acta?
Beatrice Lorenzin: «Questa è la mia idea embrionale che ho proposto al Patto della salute. È l'idea di "Sos azienda". Oggi con il Piano nazionale esiti e con i dati delle Regioni possiamo analizzare lo stato delle singole aziende ospedaliere e immaginare di intervenire con "operazioni chirurgiche" sulla governance della singola azienda».

Giornalista: Niente più tagli lineari?
Beatrice Lorenzin: «Abbiamo fatto i risparmi, ora abbiamo bisogno di investimenti, ricerca, infrastruttura tecnologica, personale qualificato. Se le Regioni vorranno mettere in campo questa stagione di cambiamento eviteranno i tagli lineari. Ma bisogna mettere mano al sistema. Noi abbiamo dato certezza di regole e di budget, per il prossimo triennio il fondo sanitario non verrà toccato».

Giornalista: Ma avete fatto il riparto per il 2013 poche ore fa, dopo che le Regioni hanno ampiamente impegnato e speso i loro soldi.
Beatrice Lorenzin: «Abbiamo previsto un emendamento sul fondino di perequazione. Ma mi lasci dire che ora abbiamo non solo certezza sul budget, abbiamo anche un sistema codificato di riparto che è quello dei costi standard. La Corte dei conti ha stimato un risparmio di 3-4 miliardi».

Giornalista: Pochi giorni fa è uscita una bozza del Patto per la salute con tagli degli ospedali con meno di 120 posti letto. Ce ne sono anche di abruzzesi.
Beatrice Lorenzin: «Era u n a bozza uscita in parte da un'analisi fatta dall'Agenas. Adesso n o n lo abbiamo allo studio. C'è però u n programma di rete ospedaliera all'interno del Patto della salute nel quale è prevista la riconversione di alcune strutture calibrate in base a determinate specificità e caratteristiche territoriali. Tenere aperti reparti con un numero basso di prestazioni è indice di insicurezza e non per responsabilità dei medici».

Giornalista: Ministro, veniamo alla politica. Con Ncd il centrodestra va verso una stagione di primarie?
Beatrice Lorenzin: «È il nostro sistema di selezione del gruppo dirigente. Chiederemo primarie per tutte le elezioni».

Giornalista: Anche per le Regionali?
Beatrice Lorenzin: «Penso che ci saranno le primarie anche alle Regionali».

Giornalista: A che punto è la costruzione del Nuovo centrodestra?
Beatrice Lorenzin: «Siamo in una fase costituente, abbiamo istituito i circoli, a gennaio faremo un incontro con tutti gli amministratori e poi il congresso».

Giornalista: La vostra è stata una scissione di vertice?
Beatrice Lorenzin: «Siamo nati il 15 novembre, senza che ci fosse premeditazione e dopo aver cercato una saldatura interna al Pdl sul progetto politico. Già una settimana dopo eravamo 30 deputati, 30 senatori e 100 consiglieri regionali. Quattro giorni fa il conto degli amministratori locali era di 2500, questa è una scissione di territorio vera. E non ci sono solo ex Pdl. Con Renzi che si sposta a sinistra, lo spazio politico di area moderata che occupiamo ha un potenziale di crescita enorme. Starà a noi se saremo capaci di strutturarlo in un voto reale e in un partito ramificato, moderno, proiettato in avanti».

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PUBBLICATO: domenica 22 dicembre 2013